Recentemente, a seguito del diffondersi anche in Italia del barefoot movement un recente fenomeno nato negli Stati Uniti, a partire dalle osservazioni di un maniscalco statunitense e basato su un nuovo, o "molto vecchio" punto di vista sulla cura e la gestione del cavallo domestico (il cui principio principale è l'uso del cavallo "scalzo" o sferrato), l'arte della mascalcia ha trovato un nuovo impulso.
Nel cavallo scalzo, infatti, il pareggio ha una particolare importanza e richiede l'apprendimento di nuove tecniche. Inoltre, l'uso del cavallo scalzo richiede che il maniscalco sia anche preparato ad un'attività professionale del tutto nuova: l'adattamento delle scarpette usate nel periodo di transizione (il periodo che intercorre fra la sferratura e la completa riabilitazione dello zoccolo, della durata di alcuni mesi), durante il quale gli zoccoli (in genere, solo gli anteriori) richiedono una certa protezione per evitare al cavallo qualsiasi disagio sui terreni difficili.
Il maniscalco collabora strettamente, nel suo lavoro, con il proprietario (che gli fornisce tutte le informazioni sull'uso abituale del cavallo, su eventuali esigenze particolari, su eventuali problemi dell'andatura) e con il veterinario (con il quale concorda gli accorgimenti opportuni in caso di patologie della zampa o delle articolazioni degli arti).
È inoltre presente nel corso di ogni manifestazione sportiva equestre, insieme al veterinario e al personale di assistenza medica di primo soccorso.
L'unica scuola italiana dove apprendere il mestiere del maniscalco è la Scuola Militare di Mascalcia di Pinerolo, aperta anche ai civili.
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